La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n.25977/2020, torna a pronunciarsi sulla nozione di "Controlli difensivi"

30 novembre 2020

La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 25977/2020, tornando a pronunciarsi in tema di controlli difensivi ha statuito che “nella categoria dei cd. “controlli difensivi” che esulano dall’ambito applicativo dell’art. 4 comma 2 della Legge n. 300/1970, rientrano le verifiche dirette ad accertare comportamenti illeciti e lesivi dell’immagine aziendale e costituenti, astrattamente, reato. Detti controlli sono ammissibili, in applicazione dell’art. 4 Statuto dei Lavoratori, se disposti ex post, ossia dopo l’attuazione del comportamento in addebito, così da prescindere dalla mera sorveglianza sull’esecuzione della prestazione lavorativa, non potendosi così ritenere in alcun modo compromessa la dignità e la riservatezza dei lavoratori, atteso che non corrisponde ad alcun criterio logico-sistematico garantire al lavoratore, in presenza di condotte illecite sanzionabili penalmente o con sanzione espulsiva, una tutela maggiore di quella riconosciuta a terzi estranei all’impresa”.