Il diritto alla restituzione della NASPI da parte dell’Istituto previdenziale sorge solo nel caso di effettiva ricostituzione del rapporto di lavoro, nei suoi aspetti giuridici ed economici, non essendo sufficiente la mera ricostituzione de iure.

14 novembre 2019

Il diritto alla restituzione della NASPI da parte dell’Istituto previdenziale sorge solo nel caso di effettiva ricostituzione del rapporto di lavoro, nei suoi aspetti giuridici ed economici, non essendo sufficiente la mera ricostituzione de iure, sia pure con sentenza esecutiva e non ostando che tra le parti sia intervenuta una transazione che abbia previsto la risoluzione del rapporto di lavoro.

 La Corte di Cassazione, Sezione lavoro, con la sentenza n.28295, depositata in data 4 novembre 2019, ha chiarito che, sia nel caso di dichiarazione giudiziale di illegittimità del licenziamento e ripristino del rapporto di lavoro per effetto della reintegrazione, che nel caso in cui sia stata resa in sede di impugnativa del termine contrattuale una sentenza di conversione ex tunc del rapporto di lavoro, l’indennità di disoccupazione potrà essere chiesta in restituzione dall'Istituto previdenziale solo nel caso di effettiva ricostituzione del rapporto di lavoro, nei suoi aspetti giuridici ed economici.

Non può, quindi, ritenersi idonea ad escludere l'indennità di disoccupazione la mera ricostituzione de iure del rapporto, sia pure con sentenza esecutiva, essendo necessario, per garantire l'effettività della tutela, che a tale reintegra sia data effettiva attuazione, con la realizzazione di una situazione de facto tale da escludere la sussistenza della situazione di disoccupazione protetta ex lege.

Per tali ragioni, non osta alla percezione dell’indennità di disoccupazione la circostanza che, a seguito della sentenza dichiarativa dell'illegittimità del termine contrattuale e di conversione del ex tunc del rapporto a tempo indeterminato, sia intervenuta tra le parti una transazione che abbia previsto la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, la regolarizzazione previdenziale e l'erogazione di un importo a titolo di danno non patrimoniale, così come non rileva in senso ostativo alla percezione della ridetta indennità un'eventuale inerzia del lavoratore nel portare ad esecuzione una sentenza favorevole.