Applicabilità dell'art. 2112 c.c. in caso di cambio appalto

6 marzo 2020

In tema di appalto, l’art. 29, comma 3, del D.Lgs. n. 276/2003, nella formulazione antecedente all’intervento della legge 122 del 2016, va inteso nel senso che la mera assunzione, da parte del subentrante nell’appalto, non integra di per sé trasferimento d’azienda ove non si accompagni alla cessione dell’azienda o di un suo ramo autonomo, per cui, se in un determinato appalto di servizi un imprenditore subentra ad un altro e nel contempo ne acquisisce il personale e i beni strumentali organizzati (cioè l’azienda), la fattispecie non può che essere disciplinata dall’art. 2112 c.c., pena un’ingiustificata aporia nell’ordinamento.
È quanto chiarito dalla Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2315 del 31 gennaio 2020, secondo cui «il fatto che i lavoratori già impiegati nell’esecuzione dell’appalto siano acquisiti dal subentrante non per una libera scelta, ma in ragione di un obbligo contrattuale, non è circostanza idonea ad escludere l'applicabilità dell'art. 2112 c.c.».